N. 4 - ottobre 2021

La casa al centro

Riflessioni sull’abitare come gesto politico 


di Benedetta Celati


Il lungo periodo del confinamento imposto dalla pandemia ha reso la casa, intesa come luogo nel quale le persone abitano, oggetto di una rinnovata attenzione. Il lockdown ha, in questo senso, stimolato lo sviluppo di una riflessione sulle implicazioni sociali dell’abitare, che, nella sua dimensione materiale e biografica, assume una valenza collettiva oltre che soggettiva. Non si tratta solo di aver modificato, per un tempo alla fine circoscritto, i propri stili di vita, quanto semmai di aver compreso, in maniera tangibile, come sottolinea Emanuele Coccia, che «la casa ha incluso così tanto mondo e così tanto «pianeta» da non lasciare più alcuno spazio residuo», divenendo essa stessa “un pianeta”...

N. 4 - ottobre 2021

Lo spazio vissuto

di M. Cristina Janssen
  

Quando si pensa all’architettura, si pensa alla materialità del costruire. Ogni cultura e ogni epoca si differenzia negli stili architettonici, nell’uso dei materiali, talora si predilige l’aspetto estetico, in altre situazioni, quello pratico, o quello difensivo. 
Gli spazi nei quali vivere, lavorare, stare insieme, sono pensati e realizzati in modi diversi, e in modi differenti vengono utilizzati i materiali locali. E ogni cultura, al suo interno, costruisce abitazioni diverse in base ai chi le abiterà, e al significato sociale che gli edifici rivestiranno. 

Pensiamo allo straordinario esempio di diversità architettonica di una cittadina come Rosignano Solvay, le cui case e i cui edifici (bellissimi, a mio avviso) ancora oggi mostrano le differenze di ceto sociale e di ruolo lavorativo dei loro primi abitanti...

 
N. 4 - ottobre 2021 

Il terzo paesaggio

di Patrizia Lessi

 Shabby chic, Industrial style, Eclectic style sono alcuni dei modi in cui l’interior design degli ultimi anni ha definito la scelta di modellare l’interno di una casa su suggestioni e richiami del passato. Se con shabby si intende tutto ciò che richiama l’oggetto invecchiato, ma di pregio, quel trasandato chic fatto di mobili recuperati nei mercatini, o suppellettili lavorate per evocare il passaggio del tempo su legno o tessuto, ...


N. 4 - ottobre 2021

Moda, architettura e arte. Dalla boutique agli spazi architettonici 

di Francesca Passeri

 

Se alcune creazioni di moda possono senz’altro essere definite vere e proprie architetture per la complessità delle lavorazioni e la maestosità del design, occorre altresì tenere presente il significato che la moda assume grazie al dialogo con il mondo dell’architettura. 

Giovanni Battista Giorgini, per lanciare il brand Made in Italy, sceglie Firenze, nello specifico una splendida dimora, Palazzo Pitti, al cui interno, nella ormai celeberrima Sala Bianca organizza la prima vera e propria sfilata di moda, sancendo ufficialmente la nascita della moda italiana e l’affermarsi di uno dei country branding più conosciuti e desiderati al mondo ...

n. 3 - Settembre 2021


Lei Disse Sì 

un film di Ingrid Lamminpää, Maria Pecchioli, Lorenza Soldani - regia Maria Pecchioli 


"Lei Disse Sì" è il racconto di due donne che si amano. Una storia d’amore fatta di musica, di rifiuto e abbandono, di accoglienza e condivisione, di imprevisti, speranze, amici e parenti, testimoni allegri di un sogno che si avvera. Un frammento di Italia, di boschi e laghi svedesi ed una festa dove il menù di nozze è a base di diritti civili.
Nel giro di pochi anni è diventato uno dei progetti più importanti in termini di diritti civili in Italia e contribuisce tutt’oggi a sensibilizzare la comunità sui diritti lgbti. 

Il film ha vinto l’Edizione 2014 del Biografilm Festival di Bologna ed è stato selezionato in svariati festival internazionali e nazionali. Alla vigilia della discussione di legge Cirinnà che regola le unioni civili in Italia il film è stato proiettato alla camera dei deputati in proiezione speciale.

È stato distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures e SKY ARTE HD e film della giornata delle donne 8 Marzo per circuito UCI nel 2015.

di Lorenza Soldani

Io e Ingrid stiamo insieme dal 2005 e nel dicembre del 2012 abbiamo deciso di sposarci. In Italia non era possibile e, considerata la doppia cittadinanza di Ingrid, abbiamo iniziato le pratiche per poterlo fare in Svezia, dove dal 1995 esistono le unioni per le persone dello stesso stesso e dal 2009 il matrimonio egualitario... 

n. 3 - Settembre  2021

Alta moda etica made in Calabria: il brand Cangiari


di Francesca Passeri

La moda risponde sempre più a un crescente bisogno di sostenibilità; una moda che sia più lenta, con minore impatto sull’ambiente, maggiore rispetto per i lavoratori coinvolti nel processo produttivo, utilizzo di materiali sostenibili.

Problematiche che oramai non sono più ignorabili ed anzi, rappresentano la grande sfida per mantenere la fedeltà e l’attenzione di un consumatore sempre più consapevole delle scelte compiute dai brand di moda.

Ma l’idea che proprio la moda potesse perseguire valori positivi come la responsabilità sociale ed ambientale è sembrata da principio particolarmente azzardata, visto che tra i vari tipi di consumo quello di moda è sempre stato superficialmente liquidato come il più superfluo e eticamente riprovevole (Hilton 2004) (https://www.researchgate.net/publication/305712310_Cultura_materiale_e_nuovi_valori_il_caso_della_moda_etica)...

n. 3 - Settembre  2021


Donne, Turismo ed  Enogastronomia

Competenza, passione e pazienza: le qualità delle donne, che le portano a sviluppare nuove professioni e ad affermarsi nel settore del turismo enogastronomico

 

 di Roberta Garibaldi

Il turismo enogastronomico italiano vede oggi l’ascesa di una componente femminile che, grazie a specifiche competenze, capacità e sensibilità, contribuisce sempre più ad arricchire un settore in forte crescita, spingendolo verso un ulteriore sviluppo e verso l’innovazione. 

Lavoratrici che portano avanti quotidianamente, con passione, dedizione e pazienza, aziende agricole familiari; donne che hanno saputo reinventarsi e reinventare il proprio lavoro, creando nuovi format turistici di successo; personalità che ricoprono posizioni di leadership e, grazie al loro lavoro, diventano fonte di ispirazione.

n. 3 - Settembre 2021


Ali di carta, eppur si vola

 

di Patrizia Lessi

È una donna pakistana la vincitrice più giovane del Nobel per la pace. Una blogger che nel 2010, a soli tredici anni, ha quotidianamente documentato per la BBC le vessazioni subite dai talebani a Mingora, nel distretto di Swat. Ma Malala Yousafzai è diventata celebre a livello mondiale per l’attentato subito alcuni anni dopo mentre stava tornando a casa da scuola. Colpevole di appoggiare i valori degli infedeli e una visione oscena della religione e del ruolo sociale della donna, Malala è stata colpita da uno sparo alla testa sullo scuolabus assaltato dai suoi attentatori, in mezzo a bambini e bambine che lottano ogni giorno per il diritto di studiare. Sopravvissuta e curata fuori dai confini della sua terra, Malala è oggi un’attivista che contribuisce a non spengere il riflettore sulle condizioni di minorità, ignoranza e paura in cui versano coloro che finiscono sotto il regime talebano. E non è l’unica donna, né la prima, ad aver rivendicato il diritto di movimento ed espressione che nella possibilità di apprendere trova uno dei suoi veicoli più potenti...


n. 2 Agosto 2021


Cambiano le maree..

La storia di Norina Fabbri

Su Nora di Maria Cristina Janssen, 2021, La Bancarella editrice

di Patrizia Lessi

Uno degli aspetti salienti del femminismo storico, o della terza ondata femminista,  dopo le lotte per l'emancipazione e la costruzione di un ruolo sociale autonomo e forte, è certamente dato dall'attività di ricerca in campo filosofico e storico di figure femminili nascoste, se non del tutto cancellate, dalla storia ufficiale. In Italia è grazie al pensiero della differenza e al lavoro della società italiana delle storiche (SIS) se sono emerse identità rimaste per moltissimo tempo in fondo al mare magnum degli eventi generali ...

n. 2 Agosto 2021

La comunicazione responsabile come antidoto all’individualismo e all’egoismo


 di Marco Bracci
Vivere in una società consumistica significa navigare tra le onde dell’individualismo, dell’egoismo, del narcisismo, dell’insoddisfazione continua, e dell’emulazione come se fossimo sempre in una gara che nella maggior parte dei casi siamo destinati a perdere; vivere in una società consumistica significa anche seguire falsi miti, come quello della ricerca della felicità a tutti i costi, con il rischio di adagiarsi su un presente senza prospettiva storica e con il pericolo di trasformarsi in tante micro isole che faticano a dialogare tra loro, incapaci di costruire ponti dotati di empatia, ...

n. 2 Agosto  2021

Gli arcipelaghi della moda. Una nuova definizione di Made in Italy

di Francesca Passeri

La moda Made in Italy ha da tempo recepito l’importanza di rispondere alle crescenti richieste di una maggiore responsabilità da cui il fattore estetico non può ormai prescindere.

Sempre di più le scelte dei consumatori si rivolgono verso aziende e prodotti in cui l’attenzione ai valori di sostenibilità, inclusione, responsabilità sociale risulta parte integrante di quegli aspetti tangibili e intangibili che caratterizzano il brand Made in Italy.

In tale scenario molte aziende hanno deciso di optare per scelte maggiormente etiche, ...

 n. 1 Luglio 2021

Social Media e Moda: non solo influencers. La cultura della moda nella società digitale


di Francesca Passeri

 

La moda è da sempre un fattore di cambiamento sociale, rappresentando un fenomeno complesso strettamente collegato ai profondi cambiamenti economici, sociali e culturali che caratterizzano la società contemporanea. 

Occorre non solo soffermarsi sul lato strettamente estetico della moda, ma anche su quegli aspetti comunicativi e identitari che consentono di affrancarla dall’essere percepita comunemente come un settore frivolo ed effimero. ..

n. 1 Luglio 2021

Binocoli e lenti di ingrandimento 

di Patrizia Lessi 

 Si deve a Ronald Robertson e Zygmunt Bauman la traduzione e popolarità di un termine divenuto negli anni di uso comune nel mondo occidentale a fronte dell’origine giapponese e al modo in cui questa lingua definì negli anni ’80 il complesso rapporto andatosi a creare fra globalizzazione e realtà locali. Col termine Dochakuka il Giappone evocava la natura ibrida del mondo globale in cui a distanza di quarant’anni adesso viviamo pienamente.  L’apertura di Tokyo a cultura, estetica e mercato oltreconfine non aveva determinato ...