Nautilus n. 29 - novembre 2023


Verso l'infinito e oltre

 di Francesco Viegi

"Perche' scali le montagne?" chiesi.
"Perche' sono li'" mi disse Stefano.
In questa risposta c'e' una intima descrizione di cosa sia il genere umano e della sua continua tensione verso l'oltre.
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza" scrive Dante nella Divina Commedia, parlando di Ulisse che aveva attraversato le colonne d'ercole.
Colombo con le sue caravelle, Marco Polo ed il suo incredibile viaggio raccontato nel Milione, David Livingstone che attraversando l'Africa nera diceva: "I will go anywhere, provided it be forward".
Persino Buzz Lightyear proclama con orgoglio: "Verso l'infinito ed oltre".
Questa tensione verso l'ignoto, questa voglia di oltrepassare il confine per scoprirne un altro, e' una delle caratteristiche che piu' propriamente ci rendono Umani.
Avremmo potuto rimanere semplicemente sui rami e vivere in armonia con la natura ... ma siamo scesi, abbiamo acceso il fuoco, scheggiato la selce, creato la ruota, scalato montagne (appunto), dipinto caverne, solcato i mari ed imparato a volare.
E' perfettamente ovvio che conquisteremo anche lo spazio.
Abbiamo gia' iniziato a farlo. E' solo molto complicato.
Le difficolta' sono enormi, basti pensare al fatto che si tratta di un ambiente in cui non potremmo sopravvivere: niente ossigeno, niente calore, niente di niente ... lo Spazio, appunto.