Nautilus n. 35 - maggio 2024

Amaro è salutare

Studiare le piante per capire il territorio

di Sara Franceschelli

Anche una pianta, un fiore o una radice possono essere simbolo dell’identità di un territorio. Ecco perché lo studio delle piante, del loro uso e delle loro proprietà va ben oltre l’aspetto botanico o scientifico per assumere un valore più ampio di conoscenza territoriale e ambientale.

Prendiamo ad esempio le caratteristiche e i benefici della Genziana. 

La Gentiana lutea L. (Genziana maggiore, Gensara, Genziana gialla, Ensiana, Erva biunnina, Giansana, Argiansana) è una pianta di montagna, diffusa in tutta Italia, fortemente radicata nella storia e nella tradizione dell’entroterra Abruzzese. Fusti eretti e fiori gialli caratterizzano le specie di genziana; tuttavia, la droga ufficiale è costituita da rizomi e radici essiccati. L’appellativo specifico deriva dal latino “luteus-a-um”, giallo, riferendosi al colore dei fiori. Le radici vengono raccolte in autunno e l’essiccazione subito dopo la raccolta è essenziale per evitare processi di fermentazione responsabili della riduzione del contenuto di estratto. Il materiale appena raccolto si presenta all’interno bianco-giallastro ma, durante l’essiccazione, diventa più scuro e sviluppa il suo caratteristico odore.

Nautilus n. 33 - marzo 2024

Mindful eating: la scelta di mangiare consapevolmente

di Ingrid Lamminpää

Nota alle lettrici e ai lettori: mindful e mindfulness vengono tradotti in italiano con l’aggettivo consapevole e il sostantivo consapevolezza senza esplicitare il potenziale di azione che vi è contenuto: mindfulness descrive più propriamente l’atto di concentrarsi sul presente, su quel che viviamo qui e ora.

 

Avere la consapevolezza di quello che mangiamo, è diventato negli ultimi decenni un tema cruciale per preservare l’ambiente e la salute di tutti gli esseri viventi. La consapevolezza di cui parliamo da consumatori è quella che ci fa controllare se il prodotto sia biologico, se provenga da una filiera locale a km zero, o per alimenti che non sono locali, se provengano da un commercio equo e solidale. Eppure nessuna di queste azioni coglie completamente il significato del mangiare consapevolmente. Pur facendo una spesa attenta, infatti potremmo non essere così presenti quando consumiamo i nostri pasti. Per una certa parte della popolazione mondiale, poter accedere più volte al giorno ad un cibo da consumare è quasi una certezza, tanto da essere necessario un esercizio di attenzione per accorgersi di ciò che si mangia e di quello che succede al nostro corpo e alla nostra mente mentre mangiamo. 

Nautilus n. 33 - marzo 2024

Esperienze alimentari nell’infanzia, fra il locale e il globale

di Giusi D'Urso 

Un nuovo fenomeno si sta diffondendo con rapidità fra i bambini in età scolare, preoccupando le famiglie e producendo molti sprechi nelle mense scolastiche. Si tratta del comportamento alimentare selettivo che, soprattutto dopo la recente pandemia, si manifesta in alcuni bambini dai quattro agli undici anni circa, con il progressivo rifiuto nei confronti di categorie alimentari sempre più numerose. Il fenomeno ricalca, in modo più rigido e grave, la neofobia fisiologica, cioè la paura dei nuovi assaggi che tutti i bambini sperimentano durante il divezzamento, nel passaggio da un’alimentazione totalmente lattea a una semisolida, solida e varia. Quando la neofobia fisiologica non si risolve nei primissimi anni di vita può cronicizzare e diventare un ostacolo alla copertura dei fabbisogni nutrizionali, rendere difficile il momento della condivisione del pasto, condizionare la socialità in famiglia, a scuola e in altri luoghi di aggregazione.

Nautilus n. 29 - novembre 2023


Verso l'infinito e oltre

 di Francesco Viegi

"Perche' scali le montagne?" chiesi.
"Perche' sono li'" mi disse Stefano.
In questa risposta c'e' una intima descrizione di cosa sia il genere umano e della sua continua tensione verso l'oltre.
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza" scrive Dante nella Divina Commedia, parlando di Ulisse che aveva attraversato le colonne d'ercole.
Colombo con le sue caravelle, Marco Polo ed il suo incredibile viaggio raccontato nel Milione, David Livingstone che attraversando l'Africa nera diceva: "I will go anywhere, provided it be forward".
Persino Buzz Lightyear proclama con orgoglio: "Verso l'infinito ed oltre".
Questa tensione verso l'ignoto, questa voglia di oltrepassare il confine per scoprirne un altro, e' una delle caratteristiche che piu' propriamente ci rendono Umani.
Avremmo potuto rimanere semplicemente sui rami e vivere in armonia con la natura ... ma siamo scesi, abbiamo acceso il fuoco, scheggiato la selce, creato la ruota, scalato montagne (appunto), dipinto caverne, solcato i mari ed imparato a volare.
E' perfettamente ovvio che conquisteremo anche lo spazio.
Abbiamo gia' iniziato a farlo. E' solo molto complicato.
Le difficolta' sono enormi, basti pensare al fatto che si tratta di un ambiente in cui non potremmo sopravvivere: niente ossigeno, niente calore, niente di niente ... lo Spazio, appunto.