n. 10 - Aprile 2022
 

Verso i secondi Stati Generali del Patrimonio industriale

(ROMA 9-11 GIUGNO 2022)

di Giovanni Luigi Fontana

Past-president AIPAI


L’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale – AIPAIcelebrerà i 25 anni del suo impegno per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio industriale, organizzando a Roma, dal 9 all’11 giugno 2022, la seconda edizione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale. L’evento, confermando il format inaugurato a Venezia e Padova nel 2018, vedrà una massiccia partecipazione di studiosi, amministrazioni locali, enti preposti alla conservazione e alla tutela, progettisti, associazioni, operatori turistici e svariati altri soggetti coinvolti in questo esteso e composito ambito del patrimonio storico-culturale. La proposta congressuale, anche in questo caso, presenta una grande articolazione di approcci e contenuti in perfetta coerenza con un campo di studi molto composito e di carattere eminentemente interdisciplinare. 

n. 5 - Novembre 2021


Il Parco minerario dell’Isola d’Elba erede delle miniere del ferro e di una miniera di carta

di Sara Guiati

 

La fregata “Undaunted” che portò Napoleone all' Isola d' Elba gettò l'ancora nella rada di Portoferraio il 3 maggio del 1814. La prima persona a salire sulla nave per accogliere il nuovo re dell'isola fu Pons de l'Hérault, direttore delle miniere elbane.  La sua presenza nella delegazione di benvenuto testimoniava l'importanza dei giacimenti di ferro nella storia. 

Fin dall'antichità le miniere elbane hanno rivestito un ruolo rilevante; le prime tracce risalgono all'Ottavo secolo avanti Cristo. I navigatori greci conoscevano l'Elba: la chiamavano Aethalia, per i fuochi accesi dagli Etruschi per fondere il ferro.  I Romani dominarono inseguito l’isola sfruttandone le risorse. Lo ricordano i versi dell’Eneide di Virgilio, che decantavano la ricchezza mineraria dell’Elba: “Ast Ilva […] Insula inexhaustis Chalybum generosa metallis […]” (Eneide, libro 10, versi 146-214). 


n. 5 - Novembre 2021


All’armi siamo turisti! 

 di Fabio Canessa

Siete turisti o pellegrini? Il turista tende a percorrere il più velocemente possibile il cammino, si dimostra poco interessato agli ambienti che attraversa e, tutto proiettato verso la meta, non vede l’ora di essere arrivato. Il pellegrino al contrario è interessato soprattutto al viaggio in sé, si muove lentamente e assapora con gusto la strada e i luoghi del percorso. In lui, “la lentezza diventa il paradigma di una fruizione emotiva dei luoghi, in cui paesaggio, arte, memorie storiche e religiose dell’antico interagiscono e possono suscitare risonanze interiori”, scrive Vincenzo De Caprio, uno dei massimi specialisti italiani della letteratura di viaggio.
Al percorso del Grand Tour, strumento di formazione culturale e di conoscenza razionale, si è sostituita l’agitata e frenetica organizzazione del turista moderno, che viaggia per vedere, scattare foto e selfie e dire di aver visto il posto, con la medesima volgarità d’animo con la quale i vitelloni della provincia di una volta si vantavano di essersi fatti tutte le belle ragazze del paese. 

N. 4 ottobre 2021

Architetture e spazi dell’identità e della modernità 

Il polo culturale di Piombino occasione unica per nuove prospettive alla città e non perdere la memoria

Ne parliamo con l’architetto Salvatore Re progettista dell’opera

 
di
Monica Pierulivo

..Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole. 

I. Calvino, Le città invisibili, “La città e la memoria. 3.”

 

Il progetto del Polo culturale di Piombino, approvato nel 2010 e iniziato nel 2012 dall’allora amministrazione comunale, prevede il recupero funzionale di un edificio storico molto pregiato,  un convento francescano adiacente alla chiesa della Misericordia in piazza Manzoni e completato nel XVI secolo con un chiostro di pregio, che nel corso del ‘900 è stato profondamente rimaneggiato ospitando un istituto professionale (Ipsia “A. Volta”).  

 

Si fonda sulla volontà di unire la realizzazione di una nuova biblioteca pubblica alla creazione di un vero e proprio centro culturale e sociale, con funzioni e servizi anche diversi, in grado di promuovere coesione e di mobilitare l’interesse e l’attenzione dei cittadini e di tutto il territorio...

N. 4 ottobre 2021

La Biblioteca Gronchi di Pontedera: una struttura legata ai cambiamenti della società


di Roberto Cerri

 La biblioteca civica di Pontedera era sorta nel 1952, per volontà di un’amministrazione di sinistra. 

All’inizio era poco più di una stanza. Meno di 30 mq. 2 Scaffali, un paio di tavoli e una manciata di posti per la lettura. Pochi libri e qualche rivista. Funzionava anche come sala dibattiti di un vivace circolo culturale. Era frequentata da pochi studenti ed aveva un bibliotecario. Dopo l’alluvione del 1966, la crescita della scolarizzazione suggerì ad un’ altra amministrazione sempre di sinistra di fare un salto. Si comprò una villa signorile appartenuta alla famiglia Crastan. ...

N. 1 Luglio 2021

Le biblioteche civiche toscane tra pandemia e ripartenza


di Roberto Cerri

Le biblioteche locali toscane hanno sofferto l’impatto del Covid assai meno di altre istituzioni culturali. Dal maggio 2020 infatti sono state quasi tutte riaperte sia pure a scartamento ridotto. 

Hanno rattrappito i loro servizi, hanno patito l’andamento carsico, ora in presenza e ora in DAD delle scuole, perso lettori in sede, ma acquisito un po’ più di visibilità in rete.
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