Nautilus, n. 4 - ottobre 2021

L'architetto nella società contemporanea 

Intervista a Stefano Giommoni 

Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Grosseto
 

di Marco Bracci 


Architetto Giommoni, quali aggettivi utilizzerebbe per definire la professione di architetto oggi?

L’architetto è un umanista. Il lavoro dell’architetto è prendersi cura dell’uomo, di come vive, di come e dove lavora, di come si muove, di come si relaziona con gli altri e con il territorio. L’architetto ha, certamente, anche bisogno di specifiche competenze tecniche ma ciò che lo qualifica e distingue è saper interpretare e rispondere ai bisogni dell’uomo attraverso i piccoli e i grandi progetti. Quasi come fosse un medico condotto che segue quotidianamente i suoi pazienti e li indirizza da specialisti solo quando ne hanno bisogno. È questo ciò che differenzia, ad esempio, l’architetto dall’ingegnere. Compito dell’architetto è interpretare un bisogno e dare una risposta che permetta il miglioramento della qualità della vita dei suoi committenti. L’ingegnere serve per la risoluzione degli specifici aspetti tecnici del progetto. L’ingegneria è una disciplina scientifica e l’architettura umanistica...

 


Nautilus, n. 3 - settembre 2021

Un tempo tutto per sé

Intervista a Graziella Civenti e Gianna Stefan
promotrici dell’autoinchiesta
Vivere soli, a Milano, ai tempi del Covid 19

di Benedetta Celati


Graziella e Gianna sono le due promotrici dell’autoinchiesta “Vivere da soli a Milano ai tempi del Covid 19”. A loro abbiamo chiesto di raccontarci come è nata questa indagine e quali riflessioni ne sono scaturite.
In verità, parte tutto da lontano, da quando Graziella ha svolto la sua prima ricerca che ha dato origine al libro “Una casa tutta per sé. Indagine sulle donne che vivono da sole” (https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.aspx?ID=22615). In quell’occasione, Gianna conosce Graziella e l’aiuta a diffondere i suoi questionari. 
Si ritrovano, poi, a Milano, una sera di agosto 2020, dopo il primo lockdown, e dal confronto sulle reciproche esperienze di come avevano vissuto, abitando sole, quel lungo periodo passato in casa a causa del Covid-19, Graziella e Gianna traggono lo spunto per sviluppare un nuovo progetto condiviso. Graziella aveva già elaborato un questionario, senza però essere integrata in una ricerca istituzionale, ma solo sulla base dell’esigenza, avvertita da entrambe, di fare qualcosa riguardo a un tema così rilevante eppure così poco analizzato, anche nell’ambito degli studi condotti sul lockdown e i suoi effetti.  A quel punto occorreva solo partire...

Nautilus n. 3 - settembre 2021


Lavoro e Società InGenere

Formazione, servizi e nuovi modelli organizzativi per ridurre il Gender Gap

Intervista a Nicola Sciclone

direttore di IRPET Toscana

di Marco Bracci

  • L’IRPET http://www.irpet.it (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) di cui Lei è direttore da poche settimane ma presso il quale presta servizio e svolge ricerca da molti anni, è da sempre attento allo studio della condizione economica e lavorativa delle donne in Toscana, e più in generale all’analisi delle varie dimensioni tramite cui il cosiddetto Gender Gap si manifesta. A questo proposito, quali elementi e dati è importante comprendere, e quali riflessioni ne scaturiscono? 

 
Per motivare l’attenzione che Irpet dedica da sempre al tema delle donne, rispondo partendo anche io da una domanda. E’ utile avere un approccio di genere nell’analisi economica e sociale? La risposta è sì, perché nonostante evidenti miglioramenti rispetto al passato continuiamo ad osservare uno squilibrio del lavoro di cura, dei familiari e della casa, nella ripartizione fra i generi. Inoltre le donne scontano, in generale, minori opportunità di partecipazione al lavoro e di carriera. 
Cito due numeri: il tasso di attività delle donne (66%) è 12 punti più basso rispetto a quello degli uomini (78%) e il divario resta simile nei tassi di occupazione (61% rispetto a 73%) ...

Nautilus n. 2 - agosto 2021

Ferry Boat  Visioni di un territorio

Intervista a Guido Morandini
autore e regista RAI

di Monica Pierulivo

Regista Rai, vive tra Roma e Piombino. Comunicatore errante, navigatore, indagatore dell’autenticità dei luoghi e dei loro sistemi relazionali più profondi, creativo e visionario, ha realizzato ultimamente tre documentari che hanno al centro il rapporto con l’acqua, il mare e molto altro: “Ferry Boat Canale di Piombino”; “Aurelia, una Statale sull’Acqua”;” Aurelia, Bianco e Nero”, trasmessi su Rai5 e Rai3 nell’ambito della trasmissione televisiva “Di là dal fiume e tra gli alberi”.
I suoi documentari sono visibili su RaiPlay

Com'è nato il tuo rapporto con Piombino?

 Negli anni ’80, iscritto alla Facoltà di Architettura di Firenze, dovevo preparare un esame di urbanistica, insieme a Claudio Saragosa, e venni proprio a Piombino per studiare l’architettura sociale di questa città che ancora non conoscevo. All’epoca mi sembrò una città operaia con valori di concretezza, molto definita, non mi colpì particolarmente, forse perché avevo una visione immaginifica del mondo. Una città semplice, ma in quell’occasione non vidi il centro storico. Facevo un’analisi della città operaia e quindi visitai i suoi quartieri, la città nata nei primi decenni del ‘900, le scuole elementari di piazza Dante, il Cotone. Quello che più mi colpì fu il Villaggio Diaccioni e il mare. ...