Servizio Civile: investire sui giovani per una società più giusta
Intervista a Rosario Lerro
(a cura di Monica Pierulivo)
Arci Servizio Civile è una grande associazione di scopo che opera per la diffusione dei valori e dell’esperienza del Servizio Civile. Ci può spiegare come funziona e quali sono le associazioni che ne fanno parte?
Arci Servizio Civile Aps (ASC Aps) è una rete associativa nazionale composta da organizzazioni che condividono l’obiettivo di promuovere il Servizio Civile come strumento di cittadinanza attiva, partecipazione democratica, adesione ai valori della Costituzione, difesa non armata e nonviolenta e promozione della Pace. È una delle realtà più grandi del Paese in questo ambito, ed è dedicata prioritariamente alla progettazione e alla gestione del Servizio Civile Universale. Nel 1996 ARCI, Arciragazzi, Legambiente e UISP danno vita all’ Associazione Nazionale Arci Servizio Civile. Si aggiunge poi l'Auser. Queste 5 associazioni sono tuttora socie di ASC Aps. In questo momento la nostra rete è costituita da 61 articolazioni territoriali e da una rete di secondo livello di 1259 Enti del Terzo Settore. Inoltre, collaboriamo nell’attuazione del SC con 240 Soggetti Pubblici.
La rete di ASC Aps opera in diversi ambiti, dall’educazione alla promozione sociale, dalla tutela dell’ambiente alla protezione civile, dallo sport sociale alla tutela del patrimonio artistico. Il lavoro quotidiano di chi opera nella rete di ASC Aps è rivolto ad accompagnare i giovani in un’esperienza concreta di impegno e crescita, di sostegno alle comunità e partecipazione.
In sintesi, ci può spiegare com’è nato il Servizio Civile in Italia, con quali obiettivi e come si è evoluto?
Il Servizio Civile nasce come alternativa alla leva militare obbligatoria, grazie alla mobilitazione di tanti obiettori di coscienza che negli anni hanno lottato per il riconoscimento di un diritto: quello di non imbracciare le armi. La legge 772 del Dicembre 1972 è stato il primo risultato di questa mobilitazione. Immaginare una forma nonviolenta di difesa della patria che avesse una sua dignità, dare valore a una scelta di obiezione di coscienza è stato un percorso lungo, culminato nella legge 230 del 1998. Dopo la sospensione della leva obbligatoria nel 2001 è nato il Servizio Civile Nazionale che nel 2017 si è trasformato in Universale, con l’ambizioso obiettivo di coinvolgere sempre più giovani, ragazze e ragazzi che si impegnano nella promozione della pace, della coesione sociale e dei diritti per tutte e tutti. È una storia che parte da lontano, da un atto individuale di coscienza ed è diventata una politica pubblica che contiene il futuro del Paese.
L’Italia è un Paese che fa i conti con l’inclusione dei giovani stranieri, dei “neet”, con situazioni di emarginazione. Il servizio civile è importante, dunque, perché propone un’esperienza educativa, di formazione e di crescita che dovrebbe aiutare a uscire da queste situazioni, in un’ottica di pace e di solidarietà. Come viene vissuto dai ragazzi che si mettono a disposizione per questo tipo di impegno?
Il Servizio Civile è spesso descritto dai giovani come un’esperienza trasformativa. Non si tratta solo di “aiutare gli altri”, è un’occasione per scoprire capacità e attitudini. Le ragazze e i ragazzi che decidono di dedicare un anno della propria vita al sostegno della comunità sviluppano competenze, relazioni, e una consapevolezza di impegno civico che li accompagna anche dopo l’esperienza. Il Servizio Civile Universale è anche un potente strumento di inclusione, consente a ragazze e ragazzi di ogni estrazione sociale, neet, giovani stranieri, di mettersi in gioco in modo attivo, costruendo ponti e dialogo. È una possibilità di cambiare prospettiva, di guardare il mondo con le lenti della solidarietà e del rispetto.
Negli anni come è cambiato il SC in termini di partecipazione da parte dei ragazzi? Ci puoi fornire alcuni dati?
Il numero dei giovani che fanno domanda ogni anno è variabile, ma resta significativo. Negli ultimi anni sono stati sempre oltre 100.000 le ragazze e i ragazzi che hanno deciso di candidarsi. A fronte di posti disponibili che sono passati dai 70.000 del bando 2022 ai circa 50.000 del bando 2024. Gli Enti di Servizio Civile, invece, ogni anno presentano programmi e progetti che possono coprire 80.000 posizioni. Una delle problematiche della partecipazione sta proprio in questa forchetta variabile per quanto riguarda le posizioni a bando e le candidature, oltre ad una difficoltà degli Enti a programmare interventi duraturi sui territori vista l’incertezza del finanziamento. Questa incertezza non aiuta il sistema, con gli Enti che da anni chiedono una maggiore stabilità e un finanziamento di almeno 60.000 posizioni ogni anno per poter costruire, anche insieme al Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale una campagna di comunicazione che abbia un impatto duraturo. Dal punto di vista della partecipazione dei giovani qualcosa si è fatto, il Servizio Civile è riconosciuto come opportunità di crescita e formazione, di valorizzazione delle competenze acquisite e anche, un vantaggio concreto per il futuro, vista la riserva posti del 15% che nei concorsi pubblici per ruoli non dirigenziali è riconosciuta a chi ha completato senza demerito la propria esperienza SCU.
Quali sono i settori del mercato del lavoro verso i quali si potrebbe puntare maggiormente in futuro per coinvolgere e avvicinare sempre più giovani?
Per noi è sempre molto rischioso accostare la parola lavoro all’esperienza di Servizio Civile, rischia di spostare l’attenzione dai valori che sono alla base dello SCU e di raccontare ai giovani questa opportunità come un avvicinamento al mondo del lavoro. Con l’impegno della nostra rete ogni giorno proviamo a ricordare alle migliaia di giovani che incontriamo che quello che fanno durante questi dodici mesi ha a che fare anche con la solidarietà, la pace, l’impegno civico. Detto questo, è necessario ricordare che i progetti di Servizio Civile sviluppano azioni in settori fondamentali per lo sviluppo sostenibile di questo paese, dalla cultura, all’ambiente, dalla riqualificazione urbana alla promozione dei diritti, dallo sport sociale alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale. Le competenze acquisite dai giovani nell’agire quotidiano del Servizio Civile possono sicuramente favorire l’ingresso nel mondo del lavoro, sono importanti in termini di occupabilità per chi vive appieno l’esperienza.
Il servizio civile è uno strumento per trasmettere ai giovani l'importanza della pace. Oggi purtroppo diversi enti hanno difficoltà a trovare candidature. Qual è il motivo di questo allontanamento?
Il numero delle candidature (ne parlavamo prima) racconta di un interesse a candidarsi, ma non sempre questo interesse si traduce in copertura totale dei posti messi a bando. Ci sono differenze sostanziali nei numeri che esprimono Sud e Centro rispetto al Nord per esempio. Questo significa che territori dove l’impegno del Terzo Settore è radicato e profondo rischiano di avere meno candidature. L’analisi delle motivazioni è complessa, ma intercetta molti dei problemi generali di questo paese. L’Italia è un paese che invecchia, che non offre molte opportunità ai giovani. La precarietà economica e la difficoltà ad immaginare un futuro spingono le ragazze e i ragazzi a valutare il SC come una delle opportunità, sicuramente non quella più remunerativa considerando che si tratta di una esperienza volontaria, strutturata con un parziale rimborso economico. Inoltre, manca una narrazione forte e positiva che sappia restituire il senso profondo di questa esperienza, il valore della promozione della Pace e di un approccio nonviolento alla vita e ai conflitti. Bisogna lavorare su entrambi i fronti: migliorare le condizioni materiali e rilanciare il messaggio culturale.
Cosa può fare ognuno giorno per giorno per alimentare la pace, il disarmo, la nonviolenza?
Costruire pace significa vivere relazioni fondate sul rispetto e sull’ascolto. Aprirsi al dialogo, praticare solidarietà ogni giorno. Il Servizio Civile educa a tutto questo. È un esercizio quotidiano di nonviolenza e responsabilità, di inclusione e pratica costante di dialogo. In un mondo segnato da guerre e disuguaglianze, è più che mai necessario curare questa che è una palestra di cittadinanza che può contribuire ad immaginare un futuro diverso.
E guardando al futuro, quali scenari immagina per il Servizio Civile Universale?
Immagino un Servizio Civile che diventi davvero universale, una possibilità per tutti i giovani che vogliono farlo. Serve stabilizzare le risorse e qualificare l’esperienza, mantenendo sempre vivo il messaggio profondo, la disobbedienza, il rifiuto della violenza che sono alla base del Servizio Civile. È un investimento sociale e culturale. Non si tratta solo di una questione di posti disponibili, ma di visione del Paese che vogliamo costruire. Il Servizio Civile può dare un contributo nella costruzione di un’Italia più giusta, partecipata, solidale.