Il linguaggio dei luoghi

La banca dati geografica RETORE

di Massimiliano Grava

Il progetto RETORE (acronimo di REpertorio TOponomastico REgionale) è una ricerca promossa dal CIST (Centro Interuniversitario di Scienze del Territorio) e finanziata dalla Regione Toscana. Il progetto si configura come un’operazione scientifica multidisciplinare volta alla costruzione di un sistema informativo geografico che arricchisse la toponomastica contemporanea con quella derivante dalle fonti cartografiche storiche.
Il fondamento metodologico del progetto risiede in una lettura stratigrafica del territorio in cui i toponimi vengono acquisiti (tramite geometrie puntuali) per serie informative. La ricerca ha quindi adottato un approccio sia sincronico che diacronico, analizzando l’evoluzione dei nomi di luogo in un arco temporale che parte dal 1835 e giunge fino ai giorni nostri. Questo percorso di indagine non si limita alla semplice “raccolta” dei dati ma si è avvalsa di una forte interdisciplinarità integrando le competenze di storici, linguisti, archeologi, geografi, geologi ed ecologi; tutti quanti impegnati a interpretare il nome come fonte primaria per la ricostruzione della storia del paesaggio.

Dal punto di vista operativo, l'attività si è concentra sulla vettorializzazione dei dati provenienti dalle fonti, tra cui spiccano la cartografia ottocentesca del progetto CASTORE (scale comprese tra 1:1250 e 1:5000), le Tavolette dell'Istituto Geografico Militare 1:25000 e il Catasto attuale (scale 2000/4000). Il lavoro di implementazione dei nomi di luogo è avvenuto per mezzo di un geodatabase relazionale che è stato strutturato per accogliere oltre 180 mila entità toponomastiche distribuite su una superficie di quasi ventitremila km2. Per ogni elemento toponomastico analizzato, i ricercatori hanno registrato, non solo la denominazione dei nomi di luogo, ma anche la relativa persistenza nel tempo, verificando se il nome era rimasto invariato, se avesse subito modifiche fonetiche o se l’oggetto geografico a cui si riferisce il toponimo fosse stato nel tempo spostato o, ancora, se fosse del tutto scomparso. 

 

RETORE si distingue, dunque, nel panorama nazionale ed europeo per aver reso fruibile una mole documentale immensa, per un intervallo di tempo molto lungo, e in forma spazialmente georiferita. Infatti, attraverso la distribuzione dei dati tramite servizi WebGIS e WMS della Regione, la ricerca, non solo fornisce un supporto scientifico per la futura revisione della toponomastica ufficiale, ma ha messo a disposizione della comunità scientifica e degli amministratori uno strumento operativo per il governo del territorio. In questo modo, il recupero dei nomi di luogo è divenuto uno strumento imprescindibile per la realizzazione di una strategia utile a rafforzare l’identità regionale ma anche per guidare le politiche di pianificazione e tutela del paesaggio in forma integrata e consapevole.

 

L’intersezione tra l’espressione semantica del territorio e la sua formalizzazione attraverso lo strumento del geodatabase relazionale trova nel progetto RETORE un’avanzata sintesi metodologica definibile come una decodifica del “linguaggio dei luoghi”. In questa prospettiva, la toponomastica non viene considerata come un mero apparato di etichettatura spaziale, bensì come un palinsesto di segni e simboli che riflettono l’interazione secolare tra le comunità e l’ambiente fisico. La banca dati geografica RETORE agisce quindi come un dispositivo di traduzione e sistematizzazione di questo patrimonio immateriale, operando su tre livelli analitici fondamentali: la riattivazione della memoria storica, la modellazione geometrica del dato e la funzione euristica per la pianificazione territoriale.

Sotto il profilo ermeneutico, la banca dati consente di approcciare la funzione e il nome geografico quale “fossile linguistico” diacronico. La strutturazione del database permette, così per come è stata concepita, di isolare i diversi strati temporali che compongono il paesaggio toscano, rendendo leggibili le tracce di economie, ecosistemi e strutture sociali ormai estinte.

 

Bibliografia

Cassi L., Toponomastica, In: Associazione dei Geografi Italiani. Progetti di ricerca dei Gruppi di lavoro, Patron editore, Bologna, 2004.

Grava M., Del Maestro F., Flora V., Gabellieri N., Gesualdi M., Lucchesi F., Martinelli A., Tarchi G., Tofanelli M., Biagioli G., Un patrimonio da salvare: toponomastica e microtoponomastica, Atti dellaConferenza Nazionale ASITA, 2013.

Lucchesi F., Del Maestro Francesca, Dodero Alfonso, Flora Valbona, Gabellieri Nicola, Gesualdi M., Ghizzani Marcìa F., Giusti B., Grava M., Martinelli A., Marini S., Massarelli M., Rossi M., Tarchi G., Tofanelli M., Biagioli G., I nomi e luoghi. Densità toponomastica e struttura territoriale in Toscana tra XIX e XXI secolo, Atti della Conferenza Nazionale ASITA, 2014.