Paesaggio geominerario e sostenibilità:
l’esperienza del Parco delle Colline Metallifere – Tuscan Mining UNESCO Global Geopark

di Alessandra Casini


Il territorio del Parco delle Colline Metallifere si estende nella Provincia di Grosseto in una zona a carattere prevalentemente collinare, ricoperta da estese aree boschive su una superficie di 1087 kmq e comprende i territori di sette comuni: Follonica, Scarlino, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e costituisce un segmento della lunga catena preappenninica alla quale Paolo Savi dette il nome di “Catena Metallifera”.
Le Colline Metallifere sono state oggetto di sfruttamento minerario dall'epoca protostorica fino al XIX secolo per i minerali di argento, rame, piombo, per l'alunite, la lignite picea e la pirite. Il territorio, infatti,  è stato nel secolo scorso uno dei distretti minerari più importanti d'Italia per l'estrazione della pirite (Gavorrano, Niccioleta, Boccheggiano) per la produzione di acido solforico, una delle materie prime fondamentali dell’industria chimica moderna.
Oggi, dopo la chiusura delle miniere, il territorio è ancora attivo grazie allo sfruttamento dei fluidi endogeni dei campi geotermici di Monterotondo Marittimo e Travale per la produzione di energia elettrica, teleriscaldamento e anche a supporto di alcune attività produttive (caseifici, birrifici).
Lo sfruttamento delle risorse minerarie e geotermiche ha lasciato numerosissime tracce che hanno contribuito a creare un paesaggio unico e irripetibile.
Resti di antichi pozzi minerari e di aree di scorie metallurgiche si trovano ovunque nella zona, testimoni di un’attività economica connessa nel periodo etrusco con le città di Vetulonia e Populonia. Il sistema insediativo collinare è, comunque, dominato dalla presenza di Massa Marittima, città murata medievale di elevatissimo valore storico e artistico, autorevole capitale del distretto minerario. Proviene, infatti, da Massa uno dei primi codici minerari medievali d'Europa.
Nella pianura si trova Follonica, il cui centro è caratterizzato dalla presenza dell’insediamento produttivo siderurgico Ilva, con edifici ottocenteschi (ma con tracce precedenti del XVI, XVII e XVIII secolo) e caratteristici arredi urbani in ghisa.
Nel 2002, a seguito della chiusura delle miniere, l’allora Ministero dell’Ambiente con proprio decreto istituisce il Parco delle Colline Metallifere costituito da 34 siti: 21 aree minerarie, 5 impianti metallurgici e siderurgici, 4 castelli medievali, 2 impianti di trasporto del minerale, 2 impianti geotermici.
Nel  2010   entra a far parte della Rete Mondiale dei Geoparchi UNESCO IGGP- International Geoscience and Geoparks Programme.
Il Parco nasce, quindi, per tutelare e valorizzare il patrimonio minerario e geologico i cui siti sono integrati con le risorse naturalistiche e paesaggistiche, con le strutture museali e la struttura insediativa del sistema dei borghi.
L’unione dei temi minerario e geologico ha avuto il merito di mettere a punto uno strumento di lettura del paesaggio più raffinato e complesso.
Il Parco, dato il suo carattere multipolare, può essere visitato partendo da una delle molte Porte del Parco presenti in ogni comune del territorio. Le Porte del Parco sono un sistema di musei, centri di documentazione, ognuna con un carattere ed una narrazione propria e originale con la missione di promuovere la conoscenza del patrimonio geologico, del mondo minerario, del paesaggio storico, della storia delle attività estrattive e soprattutto della (geo)identità del territorio delle Colline Metallifere Grossetane.
Tra le Porte del Parco, oltre al Museo MAGMA a Follonica, il Museo Minerario in Galleria a Gavorrano e il Museo della Miniera a Massa Marittima, è stato recentemente inaugurato il MuBIA: il GeoMuseo delle Biancane a Monterotondo Marittimo.
Il MuBIA è un museo multimediale che accompagna i visitatori nella comprensione dei fenomeni geologici che hanno contribuito a creare il geosito delle Biancane, è estremamente didattico e divertente e dotato di Geonave per “toccare con mano” il motivo del calore della terra e quindi permette anche di capire i motivi del successivo sviluppo industriale geotermico.
Nel 2014 il Parco ha ottenuto la Carta Europea del Turismo Sostenibile di Europarc Federation. La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS) è uno strumento metodologico ed una certificazione che permette una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile. Grazie alla CETS è stato elaborato un Piano d’Azione che è tuttora la base per lo sviluppo del futuro Piano di Indirizzo del Parco che grazie alle attività e alle ricerche messe in atto dall’ente avrà una parte dedicata ad un Piano per la Green Economy nelle Colline Metallifere.
Grazie alle relazioni internazionali e alla possibilità di conoscere altre esperienze e buone pratiche e grazie alle metodologie della CETS il Parco è riuscito individuare un Tour Operator del territorio e a realizzare i primi pacchetti turistici ecosostenibili acquistabili sul portale Visit Maremma
Oltre agli aspetti legati al turismo sostenibile, il Parco è parte attiva nel sostegno alla creazione di progetti integrati di filiera per quel che riguarda gli aspetti di produzione e trasformazione di prodotti agricoli legati alla tradizione di alto valore salutistico, come la nascita e sviluppo di DRAGO (Distretto Rurale Agricolo Gastronomico Organizzato) delle Colline Metallifere. Il Parco, infatti aderisce a GEOfood, un progetto della Rete Mondiale dei Geoparchi UNESCO che ha il fine di valorizzare i prodotti locali, le filiere corte da mettere strettamente in relazione con la geoidentità del territorio.
Info
Parco Nazionale delle Colline Metallifere – Tuscan Mining UNESCO Global Geopark
www.parcocollinemetallifere.it
FB parcocm
Instagram parcodellecollinemetallifere
You Tube Parco delle colline metallifere