Fare arte come un gioco: SCENOSIPARIO
di Antonella De Nisco
“Crediamo nei bambini, i cittadini di domani. Crediamo che la loro educazione, il loro percorso formativo, la loro cultura, sia il bene più prezioso che abbiamo: un bene che deve essere coltivato con competenza e passione.
Crediamo che l’arte, in ogni sua forma, possa svolgere questa funzione, al di là di ogni diversità culturale, sociale, economica, abbattendo le barriere e portando un vero messaggio di pace”. (Mus-e - Manifesto)
Il progetto Mus-e Italia (https://www.mus-e.it/) prevede il coinvolgimento degli artisti di vari ambiti dal canto al teatro, dalla danza alle arti visive e multimediali, che attuano operazioni creative nelle scuole attraverso workshop svolti durante le ore curricolari, dove l’arte, nel piacere della relazione e del gioco, si fa alimento per l’immaginazione delle bambine e dei bambini.
In questo anno scolastico 2025 sono stata invitata come artista da Mus-e a svolgere un progetto creativo e di seguito descrivo l’opera e alcune riflessioni sull’esperienza che sto sviluppando con due classi di seconda elementare. Il percorso artistico si svolge presso la Scuola Primaria G. Zibordi di Reggio Emilia e coinvolge non solo le bambine e i bambini ma anche insegnanti, genitori, nonni, attraverso lezioni aperte, con la partecipazione delle istituzioni educative della città di Reggio Emilia, come Officina Educativa (https://www.comune.re.it/argomenti/scuola/officina-educativa) e REGGIONARRA (https://www.reggionarra.it/) a cura di Monica Morini-Teatro dell’Orsa RE.
Credo che l’artista possa diventare una sorta di sperimentatore del cambiamento, proponendo un’arte giocosa, co-partecipata che possa indicare nuove direzioni, non certamente le uniche, ma sicuramente capaci di simulare il mondo proprio mentre si gioca. Parlo di una proposta di workshop nella scuola, come arte fuori dal museo, dove le relazioni umane nella quotidianità e nella libertà di sperimentare con l'artista sappiano creare un’esperienza autentica.
All’artista la regia e l’ideazione dell’opera, come un semilavorato, da rifinire insieme ai partecipanti: l’opera SCENOSIPARIO diventa così uno strumento ludico e critico di interazione e scambio, per una ricerca creatrice a cui possono partecipare bambine/i, docenti, genitori e nonni, la città.
Nella realizzazione dell’opera l’approccio laboratoriale permette una maggiore percezione del proprio corpo, del proprio esser-ci nello spazio in cui ci si muove, facendo interagire i sensi, evitando di affidarsi totalmente e solo al senso della vista o ad una sola visione della realtà. Sono previsti molti incontri che ci permettono di rallentare, giocare a provare l’invisibile, per creare insieme un’opera che sia una soglia, una frontiera, un filtroche non ottunde, ma ci permette di vedere meglio, aprire un varco tra noi e il mondo.
L’idea è quella di costruire un sipario che diventa anche scenografia teatrale costituito da lunghe strisce di tessuti, frammenti di stoffa, piccole sacche, toppe cucite e/o intrecciate tra loro a creare una superficie mobile e vibratile, una “zona franca” dove le tasche accolgono parole pensate insieme, ritagliate in stoffe colorate e poi rammendate sui teli colorati e trasparenti. A completamento del manufatto vengono prodotti piccoli disegni, oggetti e reperti leggeri, inseriti nelle tasche per essere visibili e conservati come piccole storie nella nostra scenografia.
SCENOSIPARIO è un’opera costruita con campionature di tessuti regalati dalla Ditta Vergnani RE (https://www.collezionevergnani.it/) e riutilizzati, rigenerati come strumento per accedere all’immaginazione, esercitare gli occhi a vedere e la pelle a toccare. SCENOSIPARIO è trasparente, duttile, maneggevole può essere usato in uno spazio interno (su un palco di un piccolo teatro, nella palestra, in altri spazi della scuola) o all’esterno (nel cortile, sospeso tra gli alberi in un giardino), oggetto flessibile e trasportabile si relaziona facilmente con il luogo in cui si colloca, nel paesaggio o tra le luci di un teatro. SCENOSIPARIO diventa unfiltro capace di creare una forma metaforica del visivo, sempre nuova e diversa a seconda dei luoghi in cui viene inserito. Si tratta di un oggetto costruito insieme attraverso incontri, azioni, narrazioni, disegni, intrecci e anche piccoli reperti (naturali o artificiali) di una etnografia quotidiana, che diventano parti integranti di un lavoro che cresce pian piano e si trasforma, quasi fosse una formula magica, durante i molti incontri.
Così tutte/i noi assistiamo insieme alla costruzione giocosa di una sipario-scenografia dei nostri paesaggi sensoriali, nell’invito a disegnare, cercare parole, guardare, scegliere, annusare, collocare e diventare costruttori della realtà, dando accesso alla conoscenza. Attraverso piccoli esercizi di “parole belle", “sguardi su come vorremmo abitare”, sul “tempo delle stagioni” e la raccolta di “piccoli oggetti di ogni giorno”, ecco che in una costruzione partecipata possiamo immaginare storie che ci mettono in contatto con il mondo e diventano un tramite sensibile che ci aiuta a riconoscere e comprendere meglio anche il paesaggio che ci circonda. L’opera che costruiamo ci vede attori e spettatori, nella messa in scena di un mindscape di reperti e parole, una testimonianza del nostro sguardo sul mondo.
Il lavoro che svolgiamo collettivamente fa emergere i nostri sentimenti, in un’operazione educativa, materiale e narrativa nell’attuazione di un’azione creativa, fisica e collaborativa. In fine costruiremo un paesaggio che si fa teatro in cui ciascuno di noi è osservatore-protagonista. Il laboratorio ci invita a una lettura connotativa e ci coinvolge emotivamente, mira a far emergere emozioni e a dare significato allo sguardo ed esposizione dei nostri sentimenti attraverso parole, disegni, frasi e oggetti, inseriti nelle tasche, cuciti e pensati con spontaneità, immediatezza, cuore. L’azione artistica diviene gioco e strumento di apertura, una tenda-filtro che ci porta oltre la “nostra finestra” si offre come sorpresa e ci permette di ascoltare, guardare e immaginare insieme.
SCENOSIPARIO è uno spazio esemplare, fatto di scambio e d’incontro, dove tutte/i diventano protagonisti nel gioco della realizzazione di un’opera patchwork di una nostra intima storia di contemporaneità, capace di esporre e mettere a confronto il tempo delle parole e delle piccole cose: dove tutto è possibile e si riconoscono le orme delle fiabe.
https://www.mus-e.it/
https://www.comune.re.it/argomenti/scuola/officina-educativa
https://www.reggionarra.it/
https://www.collezionevergnani.it/
Libri illustrati utilizzati:
Candace Fleming, La collezione di Joey, illustrazioni di Gérard DuBois, 2019
Kang-mi Yoon, Dove crescono gli alberi, 2021
Bruno Munari, Alfabetiere, 1998
Saisons, Auteur / Illustrateur: Blexbolex, 2009
Keri Smith, Come diventare un esploratore del mondo